|
Compagno di pesca di Pino, comandante e Skipper della
barca Fagiolina, vi é anche Stefano Donadeo, in
arte Zio Hernest/Unclehernest, che ci ha affascianto fin
da subito, con questo suo primo racconto di pesca pubblicato
sul Biggame.it e che vi riproponiamo nella sua versione
integrale.
"Traina in Barca a Vela"
lo scorso anno (2001), in settembre, c'è stato
un notevolissimo passo di Alalunghe nell'Alto Jonio come
non se ne vedevano da anni, io ne ho approfittato perchè
i miei amici possessori di barche d'altura che solitamente
si impegnano in altri tipi di pesca si sono allettati
notevolmente dalla possibilità di riempire finalmente
i carnieri e ...i vasetti di tonno sott'olio; ma, come
al solito, il mio pensiero andava sempre alla misteriosa
beccolunguta.
Così un giorno andando a pescare in altura a
trenta miglia al largo di Gallipoli, lì si trova
la batimetrica dei mille metri, luogo ideale per le Alalunghe,
avevamo ospitato uno"scienziato" Gallipolino
famoso trainista di Ricciole e quant'altro; lo stesso
fenomeno ebbe a strabbuzzare gli occhi alla vista del
mio raccoglitore di artificiali (detto "libro dei
sogni").
Dopo qualche strike multiplo portato a buon fine, anche
perchè il soggetto è in effetti abbastanza
bravo, una canna posta a 50 metri da poppa, armata con
un octopus viola-fucsia da 16 guarnito con piume nere
e lures gialli e con 40 gr. di piombo in testa, parte
da sola con uno scatto bruciante mantenendo sempre la
superficie ed in una direzione opposta a quella della
barca; a questo punto ricordando il detto di un mio amico
Gallipolino (pisce an sumu, pisce bueno: pesce in superficie,
pesce buono) prendo prontamente la canna (e chi arriva
prima di me?) e capisco subito che si tratta della sognata
amica.
A questo punto tento di convincere disperatamente lo
skipper, che è anche il proprietario della barca,
ad inseguire il pesce, infatti l'aguglia, pur non essendo
resistente quanto un tonno, nella prima fuga è
micidiale ed è quello il momento più difficile,
l'unico in cui ho perso tutte quelle allamate.
Purtroppo lo "skipper" invece di rimanere "saldato"
ai comandi veniva bellamente in pozzetto a godersi la
scena e non c'era verso di farlo manovrare; a ciò
aggiungasi che lo "sienziato" gallipolino, quando
ormai quasi tutto il filo era fuoriuscito dalla bobina
continuava a dirmi di stringere la frizione: vi immaginate
la scena di uno che ha un'Aguglia di forse 20-25 kg. in
canna che salta come una pazza a 300 metri dalla barca
e deve fare una lezione sul principio delle leve per far
capire che quanto più filo esce tanto maggiore
è la forza esercitata dalla frizione e che bisogna
quindi allentare e non stringere?
Ma a questo punto succede la cosa più grave anche
dal punto di vista etico: lo "scienziato", nonostante
le mie invettive sul fatto che la stavamo per perdere,
si permette di mettere mano alla frizione del mulinello
stringendola infilando una mano dalle mie spalle: è
un attimo, l'ultimo strattone e la lenza (50 lbs!)si spezza
al nodo della girella. Funerale: non so cosa mi tiene
dall'assestargli un cazzottone in faccia, in queste situazioni
divento più cattivo di Bin Laden!
( Segue
racconto )
Unclehernest
|