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Marzo 2001
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Alcuni racconti della storia del Macon V

 

Agosto 1990: Prime uscite di traina alle palamite nelle vicinanze delle piattaforme Brenda e Basil. Si scopre un’insospettata massiccia presenza di branchi di palamite di pezzatura dai 2 ai 5 chili, la maggior parte dai 2 ai 3 chili, nei pressi delle basi metanifere sopraddette. Mentre la totalità dell’imbarcazioni, che approfittano di tale inaspettata abbondanza, si dedicano alla pesca ancorati, innescando la sardina, noi trainiamo. Otteniamo ottimi risultati a 5 nodi usando una catena di 4 octopus armati con in fondo un Rapala magnum cm. 9 o 7. Le allamate multiple sono tutt’altro che infrequenti, trainando sulle numerose mangianze, che si manifestano soprattutto verso sera, ma, anche alla cieca, le canne da 8 libbre partono spesso in contemporanea.

 

Agosto 1992: Largo di Portoverde, targatura e rilascio del primo tonno gigante, un esemplare di circa Kg.170. Da questo momento tutti i tonni giganti e gli squali vengono immancabilmente targati e rilasciati, con la sola eccezione degli esemplari catturati in competizioni, che non ne prevedono il rilascio, o di esemplari arrivati morti sottobordo (è successo una sola volta in nove stagioni su più di cento rilasci).

 

Settembre 1993: Prima stagione di traina all’alalunga alle fosse di Pescara. Informati da una barca a vela, di stanza a Porto San Giorgio, che di ritorno dalla crociera dalla Jugoslavia, aveva calato una canna in acqua con un Rapala, catturando due tonni di branco dalle pettorali molto lunghe (!!!), decidiamo di andare ad esplorare a traina a sette nodi le fosse. I branchi ci sono e le allamate sono numerosissime. Effettuiamo cinque uscite nei weekend di Settembre e della prima quindicina di Ottobre, sempre con ottimi risultati. Non sappiamo se siamo stati i primi a pescare le alalunghe, con una certa regolarità in questa zona, di certo in tutte le nostre uscite di quell’anno non incontriamo mai nessuna imbarcazione dedita alla traina, ad eccezione dell’amico Paci, che ci accompagna alla prima battuta, ma solamente qualche barca in drifting al tonno gigante, che comunque si tiene 7 o 8 miglia più a terra, verso le piattaforme Emma e Giovanna, al di fuori del grosso dei branchi di alalunghe. Le attrezzature sono da 12 libbre, nelle ultime due uscite passiamo alle 8 libbre, esca Rapala magnum cm. 9 o 11, soprattutto testarossa, arancione fluorescente, verde fluorescente.

La prima battuta ad alalunghe alle fosse di Pescara

 

1 Novembre 1993: L’amico Ferri Massimo, appassionato moschista, si imbarca con noi e durante una battuta in drifting al tonno gigante al largo di Porto San Giorgio, allama e cattura, con la coda di topo e mosca imitazione sardina autocostruita, uno squalo blu di più di due metri, per circa 25 kg. di peso. Imbarcata afferrandola per la coda, dopo le foto di rito e la targatura, viene prontamente rilasciata. Probabilmente si tratta della prima cattura a mosca di uno squalo in Italia.

 


 

I.G.F.A.