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Quando alcune settimane fa Michele Nodari mi telefonò
per formare un'equipe Normic con cui partecipare al "Sailfish
Open del Senegal", accettai subito con entusiasmo.
La nota abbondanza di pesci vela nelle acque di Dakar e la fama
che la competizione ha acquisito da tempo, anche per l'alto contenuto
tecnico della formula, già da anni mi avevano allettato.
Ora mi si presentava l'occasione di misurarmi con alcuni dei
migliori specialisti ed appassionati di tale pesca e non me la
sarei certo fatta sfuggire. Inoltre la gara è inserita
nel prestigioso circuito Rolex-Igfa e la squadra vincente si qualifica
automaticamente per la mitica finale a Cabo.
Piatto ricco mi ci ficco.
L'equipe era presto fatta, oltre a me e a Michele vi avrebbero
fatto parte Sergio De Tommasis e Salvatore Ficara, quest'ultimo,
abitando in Senegal da tempo e partecipando al circuito locale
delle competizioni, è anche il nostro prezioso informatore.
Partenza da Malpensa con Alitalia e dopo poco più di cinque
ore e mezza di volo ci ritroviamo a Dakar. All'arrivo al "Savanah"
trovo ancora alzato ad accogliermi a mezzanotte l'amico Roberto,
componente dell'equipaggio di Italia 1, reduce dall'ultima giornata
di pesca del mondiale.
La squadra ha conseguito un onorevole sesto posto finale, con
un ottimo secondo nella classifica parziale dell'ultima giornata.
Un buon risultato anche considerando le particolarità tecniche
della pesca al sailfish a cui i nostri pescatori mediterranei
sono ben poco avvezzi, al contrario di squadre come Inghilterra,
Francia e Germania più abituate a pescare in mari tropicali,
senza poi parlare del Senegal, che giocava addirittura in casa.

Prima di salutarci Roberto mi svela alcuni preziosi suggerimenti
che ha maturato nei tre giorni di gara.
Il giorno successivo dall'imbarcadero del Savanah carichiamo i
bagagli in barca per trasferirci via mare a Saly, teatro dell'Open.
Durante la navigazione ci mettiamo con le canne in pesca per
effettuare una prova di pesca in mare. Conviene pescare con il
vivo, data l'abbondante presenza di Yaboi, una specie di alaccia.
Il nodo o poco più di velocità che richiede la nostra
tradizionale traina con il vivo, è un lontano ricordo.
Qui si viaggia a quasi quattro nodi con questa incredibile esca,
che riesce a stare in acqua a tale velocità per ore senza
fare una piega. I vantaggi sono enormi. Innanzi tutto si riesce
a sondare un'area molto più ampia, poi si possono abbinare
in acqua anche i teaser artificiali, daisy chain di octopus o
di birds, che a velocità più basse sarebbero del
tutto inefficaci. Inoltre la maggior velocità rende più
aggressivi i vela, che notano meno terminali e montature.
Un'immediata doppia touche, mi permette di rispolverare il sempre
difficile strike sui vela, arrugginito da alcuni mesi di inattività,
l'ultimo lo avevo effettuato a capodanno a Cancun. In una decina
di minuti i due vela vengono rilasciati.
Lungo la navigazione per Saly, restando sempre ad una distanza
di circa dieci miglia da terra, ne ferriamo degli altri ed anche
Sergio ottiene il suo battesimo sul vela, cavandosela egregiamente
sia nella ferrata che nel combattimento, si vede che gli insegnamenti
di Michele, che gli ha fatto simulare la ferrata più volte,
hanno dato ottimi frutti.
Arrivati a Saly cinque bandierine rosse sventolano dagli outrigger.
L'accoglienza, che ci riserva l'organizzazione è veramente
sincera e calorosa, ma quello che mi interessa di più è
il tabellone delle iscrizioni, nel quale spiccano nomi come quelli
di Moussa, Mbengue e Belassè, neo campioni del mondo che
si sono distribuiti su tre equipe diverse, Odile Robelin, pluridetentrice
di record del mondo ed altri di pari o maggiore fama, che semplicemente
non conosco a fondo, data la mia lontananza da gare internazionali
da alcuni anni.
Sono tutti equipaggi altamente qualificati, provenienti da Francia,
Spagna, Germania, Senegal e solo noi in rappresentanza dell'Italia.
L'unica cosa da fare è di non farsi intimorire da un tale
spiegamento di bei nomi, chi parte con il timore di essere già
battuto ha già perso prima di combattere. In fondo non
abbiamo nulla da perdere e pure noi abbiamo i nostri assi nella
manica, come Salvatore grande esperto del posto e lo skipper David
Wade, che ci seguirà per tutta la competizione, ritenuto
il migliore sulla piazza.
( prima
giornata di gara ) »»
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