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Drifting al tonno

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Stefano Naldi




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Drifting al tonno

 

TONNI DI SUPERFICIE

Luglio 2004


Oggi è un continuo di partenze e dolci suoni dello stridio delle frizioni che frequentemente interrompono questa calda giornata di fine luglio.
Non ho mai visto una tale immobilità del mare, assoluta assenza di vento ed una superficie dell'acqua che rispecchia perfettamente, come se disegnati, i monti sovrastanti la città di Piombino. La giornata ideale di pesca che tutti vorrebbero trovare.

 

Ancora una volta si flette la canna ed il filo inizia a scorrere velocemente per la frizione lasciata lenta. Dapprima solo un accenno ed una flessione della vetta, poi una partenza più lunga che si interrompe subito dopo…
Prendo in mano la canna, serro leggermente la frizione ed inizia un altro combattimento con le leggerissime attrezzature preparate per la pesca allo Sgombro.

Oggi ce ne sono veramente tanti; enormi branchi di Sgombri misti di Sugarelli e qualche dannata Boga che molto spesso riesce a consumare perfettamente il filetto di sardina, attentamente legato sull'amo senza però rimanerne catturata. Poco male, la qualità delle sue carni infatti è piuttosto scarsa.

 

Anche oggi, siamo in drifting al tonno sulla batimetrica dei 100 metri; 4 canne calate a profondità diverse con vari inneschi a sarde e quella più in superficie, con un vigoroso sgombro appena catturato.
Andrea è seduto a poppa, sulla plancetta esterna. Sta svolgendo la solita azione di continua pasturazione che a suo dire solo lui sa eseguire con maestria ed efficacia.
La sua tecnica è così definita del "4 - 2 - 3 - 1" ovvero il numero di pezzi in cui devono essere tagliate le sarde per ottenere il massimo richiamo e variabilità di affondamento delle stesse. Anche lui oggi, tra il lancio di una sarda e l'altra si dedica alla pesca allo sgombro; ha lasciato da parte, penso solo per questa volta, la canna per la pesca del S. Pietro sul fondo.

 

Sarà adesso quasi mezzogiorno e ci apprestiamo a sfilettare alcuni Sgombri per preparare il condimento della pasta per il pranzo. Andrea, catturata una grossa Boga propone di metterla in padella insieme agli Sgombri. La risposta è unanime da parte di tutto l'equipaggio e si conclude la discussione con il getto in mare di tale poco ambito pinnuto.


La vescica natatoria espansa per il veloce recupero dal fondo non consente allo sfortunato pesce ( o fortunato per non essere finito in padella??) di riprendere subito il suo normale nuoto. Sbatte la coda, si ferma, ritenta il nuoto riuscendo solo a compiere irregolari andamenti rotatori e trasportata dalla leggera corrente, si allontana lentamente andando certamente incontro al suo destino. Probabilmente proprio quello di spiccare il volo trattenuta dal becco di uno dei famelici gabbiani che a breve distanza, volando incitati, ne seguono i movimenti nell'attesa che arrivi a loro portata.


Uno schiocco sordo, improvviso, un progressivo e mutevole suono che da netto e secco si trasforma fluidamente in un decrescente morbido eco.


La boga è scomparsa e i gabbiani, per questa volta a digiuno, si allontanano velocemente. Uno spettacolo improvviso ed inaspettato che toglie, per lunghi attimi la parola a tutto l'equipaggio: un tonno, un enorme tonno si è letteralmente risucchiato la moribonda boga a neanche tre metri di distanza dalla poppa della barca!
Lo guardiamo mentre passa da destra appena sotto la superficie dell'acqua. E' veramente grosso; non ne abbiamo mai visti di quelle dimensioni!
Con estrema concitazione, rientriamo velocemente nei nostri ruoli e, tolte per prime le canne leggere per gli sgombri, iniziamo a recuperare anche le due canne da 50 libbre più lontane e profonde.


Andrea continua con la pasturazione che, ci accorgiamo, ha intensificato eccessivamente senza neanche accorgersene, e viene prontamente richiamato.
Si avvista nuovamente la sagoma del tonno che, a due o tre metri di profondità nuota velocemente verso la barca facendo sparire una mezza sarda appena gettata.
L'eccitazione sale al massimo e forse è proprio questa emozione mai vissuta che ci fa realizzare consciamente ciò che davvero sta accadendo.
Continuiamo a tenere le canne alla profondità iniziale di 20 e 25 metri, sperando in un affondamento del pesce ma ci rendiamo subito conto che, alimentato dalla costante pasturazione non accenna minimamente a scendere di profondità.


Dobbiamo rallentare la pasturazione per volere che scenda sulle esche!!!
Ma con quale coraggio smettiamo il continuo, anche se lento, getto di sarde, che potrebbe fare irrimediabilmente allontanare il nostro ospite?


E poi, diciamolo chiaramente: continuare a vedere le classiche "bollate" del tonno a galla è veramente uno spettacolo, forse già questo vale un'intera giornata di pesca.!!


Dopo una decina di minuti iniziamo però ad innervosirci e puntiamo più decisamente all'alamata. Una alla volta recuperiamo le canne che private del piombo, le lasciamo andare ad una profondità di 4- 5 metri.
Una di esse è vicinissima alla braca, laddove continuavamo a vedere passare il tonno mentre l'altra è distanziata ad una quindicina di metri.
Il tonno si getta più volte diretto verso i nostri ami (sapientemente celati dalle sarde) ma con qualunque tipo di innesco, vengono prontamente rifiutate facendo un improvviso scatto laterale a pochi centimetri di distanza. Grandi emozioni che ti interrompono il respiro fino al momento in cui non realizzi che anche questa volta, la tua sarda è sempre in acqua in bella vista, pronta per un nuovo tentativo.


Trascorre così altro tempo. Quanto non so dirlo precisamente, tanta è l'attenzione agli eventi che perdiamo il senso del tempo. Il furbo tonno, oramai quasi sazio è sempre a poppa, appare per il tempo necessario a scippare le sarde a pochi metri di distanza da noi per poi scomparire fino alla successiva.


Inizio a gettare le sarde, non più dietro, ma lateralmente alla barca, ora a destra, ora a sinistra; prima vicino, poi sempre più lontano , riuscendo a farlo muovere più velocemente ( da qualche parte ho letto che la maggior velocità riduce il tempo di valutazione dell'inganno e fa perdere parte della diffidenza).

 

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9 Maggio - 2005 (Powered by Net Tuna)

 


Alessandro e Alessio - Team Aieie - ( tonno in superficie )